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STORIA ► 27 gennaio: giornata della Memoria. Per non dimenticare.

27 gennaio, anniversario della liberazione dei reclusi sopravvissuti dal campo di concentramento e sterminio di Auschwitz, commemorato nel mondo come Giorno della Memoria, in cui ricordare la Shoah.
Sei milioni di ebrei da parte dei nazisti. Cancellare dal mondo gli ebrei, questo era l'obiettivo dei nazisti, uomini o donne che fossero e tutti, nell'indicibile orrore dello sterminio.
Tante parole sono state dette, tanti libri, film e documentari, ma il vero significato dell'olocausto resta soltanto uno: la pazzia, quel folle piano che avrebbe dovuto portare ad una razza perfetta. Milioni di persone che hanno sofferto, famiglie separate e distrutte tra sofferenze indicibili. Anche chi è sopravvissuto porta il segno di quanto accaduto. Del resto come si può dimenticare?!
Questo è ciò che significa il 27 gennaio, il GIORNO DELLA MEMORIA, per non dimenticare ma soprattutto per rendere onore a tutte le vittime della follia di quel gruppo di uomini (se così possono definirsi) che sono arrivati a godere delle sofferenze dei loro simili. E' un dovere dell'umanità a cui non possiamo sottrarci, perchè simili tragedie non si ripetano e la storia insegni davvero.
Perchè, se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpiterle nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
 Primo Levi

Concedetemi un'ultima riflessione. Se è vero, come si dice, che "Historia magistrae vitae", NOI, non intesi come singole individualità, bensì come umanità,  non solo non possiamo non indignarci per certe parole che, pure oggi nel 2011, ci tocca nostro malgrado sentire, ma dobbiamo pure ribellarci e assumere un atteggiamento intransigente contro chi continua a propugnare la distruzione e l’eliminazione di una nazione, e continua a negare che quanto i nazisti hanno commesso settantuno anni fa sia mai accaduto. Perché se ferisce e umilia sentire un capo di Stato augurare la distruzione di un popolo e la sua scomparsa dalla faccia della Terra, è ancora più umiliante e ferisce ancor di più sentirgli negare un dramma storico così immane, così sanguinoso e sanguinario, al confronto del quale ogni altra riprovevole azione umana commessa nei secoli assume la consistenza di una piuma nella coscienza collettiva della nostra specie.

27 gennaio 2011: per non dimenticare MAI.

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